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lunes

▼ REVIEWS

El dios serpiente

El dio serpente IMDb


Año: 1970 (Italia-Venezuela)
Director: Piero Vivarelli
Interpretes: Nadia Cassini, Beryl Cunningham, Sergio Tramonti, Galeazzo Benti, Arnaldo Palacios, Juana Sobreda, Claudio Trionfi, Evaristo Márquez.

ITALIANO

I misteri del Dio Serpente



Il Dio Serpente è un film che è rimasto nellimmaginario erotico di molti ragazzi degli anni Settanta e bene ha fatto nel 2005 la Storm Video a rimetterlo in circolazione nella sua versione integrale. La pellicola è distribuita da Mondo Home Entertainment e contiene pure i trailer delle parti che furono censurate. Il Dio Serpente (1970) è un film scritto e diretto da Piero Vivarelli, che per la sceneggiatura si avvale della preziosa collaborazione di Ottavio Alessi, il montaggio è di Carlo Reali, la stupenda fotografia di Benito Frattari, mentre dirige la produzione Lucio Orlandini per conto di Alfredo Bini. Il film si ricorda anche per l’ottima colonna sonora composta da Augusto Martelli che uscì nel quarantacinque giri Il film si ricorda anche per l’ottima colonna sonora composta da Augusto Martelli che uscì nel quarantacinque giriDjamballàed ebbe un clamoroso successo di vendite. ed ebbe un clamoroso successo di vendite. Protagonista indiscussa del film è una sensuale Nadia Cassini (Paola), che aveva appena debuttato con una piccola parte ne Il divorzio di Romolo Guerrieri (1970), ma che questa volta ottiene il lancio definitivo. Accanto a lei ci sono Beryl Cunningham (Stella), Sergio Tramonti (il fidanzato Tommy) e Galeazzo Bentivoglio (Benti è il suo vero nome e interpreta il marito). Ricordiamo anche Evaristo Marquez nei panni del Dio Serpente quando assume sembianze umane. Per Mereghetti si tratta di un film modesto, un epigono da dimenticare di un genere di film inaugurato nel 1968 da Ugo Liberatore con Bora Bora. Non condivido la severa impostazione del critico milanese e ritengo Il Dio Serpente un film importate come atmosfera esotico - erotica, ma soprattutto un buon lavoro che documenta i riti vudù e i culti sincretici dei popoli caraibici. Il film gode di una stupenda ambientazione esotica a Santo Domingo e comincia con una panoramica aerea della città tra baracche, fiumi, mare, miseria e ricordi di un passato sotto i conquistadores spagnoli. Un sottofondo di musica cubana, le note di una rumba molto sensuale, accompagnano lo spettatore in un’atmosfera tropicale fotografata con grande bravura. Vediamo spiagge bianchissime e un mare stupendo, atolli corallini, indigeni che corrono e fanno l’amore sulla sabbia, posti di sogno. La trama si racconta in poche righe. Nadia Cassini (Paola) è in vacanza ai Caraibi con il marito Galeazzo Benti, conosce Beryl Cunningham (Stella) che la mette in contatto con il culto del Dio Serpente (Djamballà), ma la donna se ne invaghisce a tal punto che diventa un’ancella consacrata al suo amore.


Beryl Cunningham è perfetta nel ruolo di indigena, soprattutto per i tratti negroidi molto marcati, ma anche Evaristo Marquez è credibile come negro gigantesco che rappresenta la forma umana del dio. La pellicola si inquadra nel genere esotico - erotico, il più tipicamente italiano, legato alla scoperta di lontane culture e conseguenza dei primi viaggi aerei, che portavano a sognare di paradisi tropicali dove regnava una completa libertà sessuale. Sono film che alla base contengono sempre un atteggiamento razzista e paternalista, con il mito del buon selvaggio che vive bene perchè non conosce la civiltà. Il contenuto erotico la fa da padrone e di solito c’è un europeo (maschio o femmina non ha importanza) a caccia di sensazioni nuove, che scopre il vero senso della vita tra le braccia di un’indigena. Il Dio Serpente però contiene in più l’elemento magico e misterioso, che si amalgama bene con le ottime parti erotiche che al tempo scandalizzarono i solerti censori. Il film entra subito nel vivo della sua parte misteriosa quando Paola e Stella diventano amiche e l’europea vuole conoscere la fortezza spagnola, il regno degli zombi, morti che continuano a vivere senz’anima, schiavi del Dio Serpente chiamato Djamballà. Paola vuole scoprire il mistero e si avventura da sola sulla spiaggia della roccia nera dove vede un enorme serpente che si avvicina minaccioso. Non ci sono serpenti a Santo Domingo, ma è Djamballà che si materializza e si avvicina alla ragazza, lui è il dio dellamore e pretende obbedienza. Vivarelli ci fa entrare nel vivo delle credenze sincretiche quando ci presenta la figura del brujo (stregone), che divina il futuro e confeziona amuleti, disegnando cerchi magici sul terreno. La figura del prete cattolico è ancora più emblematica di come le popolazioni caraibiche vivono il cristianesimo. Il parroco porta la statua di Gesù Bambino nelle case del villaggio perché tutti lo possano vedere e poi dice: “Adorano Gesù e fanno i riti magici. Ma sono due cose così diverse?”.


In una scena successiva vediamo che durante i festeggiamenti natalizi l’immagine di Gesù Bambino è circondata da simboli vudù. Il prete commenta: “Sono bravi, un porumorosi ma bravi. Dio è con loro, lo amano così. Sono più religiosi di noi perché credono davvero al loro dio. Io devo far dimenticare che dei bianchi li hanno portati qui in catene molti anni fa”. Il regista ci spiega come sono nati i culti sincretici: una fusione di religiosità cattolica importata a forza dagli spagnoli e di culti animasti che venivano dagli schiavi africani. Nei primi tempi dello schiavismo, i santi cattolici rappresentavano un sotterfugio, un modo per nascondere le vere divinità e per scampare alla Santa Inquisizione, successivamente le due religioni si sono fuse sino a formare un culto nuovo. Il film presenta anche interessanti e realistiche cerimonie vudù dove si adora il Dio Serpente tra cerchi di farina bianca, candele votive, canti evocai, tamburi insistenti e balli sensuali. Si vede anche il sacrificio di un capretto al quale viene mozzata la testa con un colpo di machete per essere sacrificato alla divvinità. Il sangue è utilizzato dai credenti per segnarsi sulla fronte e un rituale pagano convive con le immagini dei santi cattolici come San Giorgio e Gesù Bambino. Una vecchia con il sigaro in bocca interpreta bene il ruolo della sacerdotessa del dio, mentre l’importanza di rum e tabacco nei riti viene sottolineata da numerose sequenze. Una bella sequenza erotica mostra Nadia Cassini e Beryl Cunningham possedute dal dio mentre si toccano sotto gli occhi di un negro che è la divinità incarnata in un corpo umano. La parte che mostra il rito è molto lunga, forse eccessivamente lenta per un film moderno ed è vero che il montaggio poteva essere più serrato, ma ne guadagna il realismo documentaristico con cui il regista descrive una cerimonia vudù. Un altro rito interessante vede la presenza anche degli zombi con i volti bianchi che rappresentano assenza di anima e questa volta il Dio Serpente possiede Paola al termine di una danza frenetica e sensuale. Vivarelli descrive bene riti e culture di un popolo che nel 1970 era molto lontano dalla nostra mentalità, soprattutto non inventa quasi niente, a parte una storia fantastica. Quando muore il marito di Paola è ben ricostruito un funerale vudù con balli e canti in onore del morto, mentre vengono offerti cibo e bevande alla salma.


La fotografia è stupenda, il colore locale è reso molto bene con frequenti immagini di spiagge tropicali e di mercati cittadini, ma anche di ruderi precolombiani e di fortezze spagnole. Il rumore del mare, il vento tra le fronde delle palme, i bambini che gridano, il caldo e la sensualità della gente, sono elementi importanti di una pellicola girata con cura e fotografata con bravura. Importante anche il discorso che Vivarelli fa pronunciare a Stella davanti al palazzo dellInquisizione, dove i bianchi torturarono in nome di una presunta civiltà che non ammetteva niente di diverso dalle loro credenze. La parte finale del film vede l’arrivo a Santo Domingo dellex fidanzato Tony, ma ormai Paola è preda del Dio Serpente che l’ha scelta come sua ancella e non vuole che nessuno le si avvicini. Paola allontana da sé Tony e lo fa innamorare di Stella, mentre lei si abbandona a un lungo amplesso amoroso con il negro che rappresenta la divinità. Piero Vivarelli utilizza un film per farci penetrare i misteri dei culti vudù, le possessioni, gli zombi privi di anima e i culti che sono nati dagli schiavi africani a contato con la repressione dellInquisizione spagnola. Un film da riscoprire e che è davvero impedibile per tutti gli amanti del mistero. Gordiano Lupi


ESPAÑOL

Los misterios del Dios Serpiente



El dios serpiente es una película que ha quedado en la imaginación erótica de muchos jovenes de los años setenta y lo mejor es que Storm Video la puso en circulación en el 2005 en su versión integra. La película es distribuida por Mondo Home Entertainment y contiene un trailer con las partes que fueron censuradas. El Dios serpiente (1970) es una película escrita y dirigida por Piero Vivarelli el cual se aprovechó de la preciada colaboración de Ottavio Alessi, de el montaje de Carlo Reali, de la estupenda fotografía de Benito Frattari y de la producción de Lucio Orlandini de parte de Alfredo Bini. El film también se recuerda por su estupenda banda sonora compuesta por Augusto Martelli que tuvo un clamoroso éxito de ventas en su gira “Djamballà”. Protagonista indiscutible del film es una sensual Nadia Cassini (Paola) que apenas habia debutado en un pequeño papel en "El divorcio" de Romolo Guerrieri (1970) pero que con este consigue el lanzamiento definitivo. Junto a Nadia se encuentran Beryl Cunningham (papel de Stella) , Sergio Tramonti (El prometido) y Galeazzo Bentivoglio (El cual tiene su mismo nombre que en la vida real y que interpreta al marido ) . Recordemos también a Evaristo Márquez en las garras de El dios serpiente cuando nos descubre su semblante humano. Por Mereghetti (famoso crítico italiano) se trata de una película modesta, un epígono de olvidar de un género de pelicula inaugurado en 1968 por Hugo Liberatore con su "Bora Bora". No comparto la severa impostación del crítico milanes y creo que El dios serpiente es un film importante con una estupenda atmósfera exótica-erótica, pero sobre todo con un buen trabajo que documenta los rituales vudú y los cultos de la santería de los pueblos caribeños. La película goza de una estupenda ambientación exótica en Santo Domingo y comienza con una panorámica aérea de la ciudad entre barracas, rios, mar, miseria y recuerdos de un pasado bajo los conquistadores españoles. Un fondo de música cubana y las notas de una rumba muy sensual, acompañan al espectador en una atmósfera tropical fotografiada con una gran habilidad. Vemos playas blancas y un mar estupendo repleto de magníficos corales, indígenas que corren y hacen el amor sobre la arena, lugares de ensueño. La trama se cuenta en pocas palabras. Nadia Cassini (Paola) está de vacaciones en el caribe con su marido Galeazzo Benti, alli conoce a Beryl Cunningham ( Stella) que la pone en contacto con el culto de El dios serpiente (Djamballà), pero la mujer sin darse cuenta llega a ser una criada consagrada de su amor. Beryl Cunningham esta perfecta en su papel de indígena, sobre todo por sus rasgos de color tan marcados, pero también Evaristo Márquez parece un creible negro gigantesco representando la forma humana del dios. Como dije antes la película se encuadra en el género exótico-erótico, el mas típico italiano, atado al descubrimiento de lejanas culturas y consecuencia de los primeros viajes aéreos, que llevaron a soñar con paraisos tropicales dónde reinaba una completa libertad sexual.


Es una película que en su base siempre contiene una actitud racista y paternalista, con el mito del "buen salvaje que vive bien porque no conoce la civilización". El contenido erótico hace de dueño y generalmente hay un europeo ( hombre o mujer no tiene importancia) en busca de nuevas sensaciones, que descubre el verdadero sentido de la vida entre los brazos de una indígena. En El dios serpiente destaca más el elemento mágico y misterioso, que las partes eróticas que escandalizaron a los censores, las cuales se mezclaron con verdadera maestria. La pelicula entra rapidamente en su parte misteriosa cuando Paola y Stella se convierten en amigas y la europea quiere conocer la fortaleza española, el reino de los zombies, muertos que siguen viviendo sin alma, esclavos de El dios serpiente llamado Djamballá. Paolo quiere descubrir el misterio y se aventura ella sola por las rocas negras de la playa donde ve una enorme serpiente que se acerca amenazadora. No hay serpientes en Santo Domingo, pero es Djamballá que se materializa y se acerca a la joven, el es el dios del amor y pretende su obediencia. Vivarelli nos sumerge de vivo en las creencias de las santerias cubanas cuando nos presenta la figura del brujo, qué adivina el futuro y confecciona amuletos, dibujando círculos mágicos sobre el terreno. La figura del cura católico es aún más emblemática de como las poblaciones caribeñas viven el cristianismo. El cura porta la estatua del Niño Jesús y las lleva a las casas de la aldea para que todos puedan verlo y luego dice: "Adorar a Jesús y practicar los rituales mágicos. ¿Pero son dos cosas tan diferentes?". En una escena siguiente vemos que durante los festejos navideños la imagen de el niño Jesus es circundada por símbolos del vudú y el cura comenta " Todo esto es un poco atípico pero es bueno, Dios está con ellos, lo quieren así, son más religiosos que nosotros porque creen de verdad en su Dios. Yo tengo que hacerles olvidar que los blancos los han llevado durante muchos años con cadenas. El director nos explica como han nacido los cultos de la santeria cubana : una fusión de religiosidad católica incorporada a la fuerza por los españoles y por los cultos que introdujeron los esclavos africanos. En los primeros tiempos del esclavismo, los santos católicos representaron una coartada, un modo para esconder las verdaderas divinidades y para salvar a la Santa Inquisición, y así sucesivamente las dos religiones se han derretido hasta formar un culto nuevo.

El film tambien presenta interesantes y realistas ceremonias vudú donde El dios serpiente es adorado entre círculos de harina blanca, velas votivas, cantos de locura, tambores insistentes y bailes sensuales. Se ve también el sacrificio de un cabrito al que le cortan la cabeza con un golpe de machete para ser sacrificado a la divinidad. La sangre es utilizada por los creyentes para señalarse sobre la frente y un ritual pagano convive con las imágenes de los Santos católicos cómo San Giorgio y el niño Jesus. Una anciana con un puro en la boca interpreta estupendamente el papel de sacerdotista del dios, mientras que la importancia del ron y del tabaco en los rituales es subrayada por numerosas secuencias. El dios serpiente se adueña de las mujeres para divertirse, se revuelca en la tierra con ellas como un serpiente y las llena de polvo . Una bella secuencia erótica es cuando Nadia Cassini y Beryl Cunningham son poseidas por el Dios mientras se tocan bajo los ojos de un negro que es la divinidad encarnada en un cuerpo humano. La secuencia que nos muestra el ritual es muy larga, quizas excesivamente lenta para una película moderna y es cierto que el montaje pudiera estar mejor planificado, pero gana de ello el realismo de documental con que el director describe una ceremonia vudú. Otro ritual interesante es cuando se ve a los zombies con los rostros blancos que representan ausencia de alma y esta vez El Dios serpiente posee a Paola al final de una danza frenética y sensual. Vivarelli describe estupendamente los rituales y las culturas de un pueblo que en 1970 estaba muy lejos de nuestras mentalidades y sobre todo no inventa casi nada, aparte de la historia fantástica. Cuando muere el marido de Paola es magistralmente reconstruido su funeral vudú con bailes y cantos en honor al muerto, mientras que son ofrecidos comida y bebidas al cadaver. La fotografía es estupenda, el color local esta muy bien plasmado con frecuentes imágenes de playas tropicales y mercados ciudadanos, pero también nos deleitea con ruinas precolombianas y fortalezas españolas. El ruido del mar, el viento entre las hojas de las palmeras, los niños que gritan, el calor y la sensualidad de la gente, son elementos importantes de una película filmada con astucia y con una habil fotografía. Importante es también el discurso que Vivarelli hace pronunciar a Stella delante del edificio de la Inquisición, donde los blancos torturaron en nombre de una presunta civilización que no admitió nada diferente de sus creencias. La parte final de la película ve la llegada a Santo Domingo del ex-novio Tony, pero ya Paola es presa del Dios Serpiente que la tiene a su antoja como criada y no quiere que nadie los separe. Paola se aleja de Tony y hace que se enamore de Stella, mientras que ella se entrega en un largo abrazo amoroso con el negro que representa la divinidad. Piero Vivarelli utiliza una película para hacer penetrar los misterios de los cultos vudú, las posesiones, los zombies sin alma y los cultos que han nacido de los esclavos africanos a consecuencia de la represión a la que fueron sometidos por la Inquisición española. Una película a reedescubrir y que de verdad es imprescindible para todos los amantes del misterio. Gordiano Lupi

Psychometro: ••••



Entrevista del DVD a Piero Vivarelli

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10 Comentarios:

19.3.08 Blogger BUDOKAN

Por lo que se puede ver te ha gustado mucho este film no sólo porque haces una crítica genial sino también porque le has dedicado una extensión poco usual en relación a lo que nos tienes acostumbrados. Saludos!

 
20.3.08 Blogger MarioBava

Amigo Budokan...La critica no es mia, si no de un critico italiano que tiene muchos libros en su haber sobre genero que parece ser que le ha encantado esta pelicula...La verdad a mi no me pareció gran cosa cuando la vi..Sera que la vi en Italiano y no me entere de algunos cosas, no se..Pero claro, si la desglosas como hace este señor y le das importancia a todos los detalles que el te describe pues yo que se, quizas te puede llegar a gustar como a el....

De todas formas, me gustaria preguntar a todos los amigos Venezolanos que entran en nuestro blog, que se pongan en contacto conmigo si alguno tiene copia de esa edición de EL DIOS SERPIENTE que se edito en VENEZUELA...Se lo agradeceria mucho...

Mi email

fantaterror@hotmail.com

Un saludo

 
20.3.08 Blogger filomeno2006

Gran crítica.

 
20.3.08 Blogger Fantomas

Completísima crítica de un film que a lo menos yo no conocia.

Saludos.

 
26.3.08 Blogger darkerr

Dan ganas de verla, definitivamente. Saludos.

 
4.4.08 Blogger filomeno2006

El gran Gordiano admira mucho la lengua de Cervantes

 
4.4.08 Anonymous Anónimo

Ahora està pasando sobre RAISATCINEMA!

Gordiano

 
4.4.08 Anonymous filomeno2006

¡Quién tuviera una antena digital!

 
5.4.08 Anonymous Anónimo

ESta noche va a pasar de nuevo. Ante pasa W la foca!

Gordiano

 
5.4.08 Blogger filomeno2006

¿En qué página web se puede consultar la programación de Raisatcinema?

 

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