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domingo

▼ REVIEWS

Perversa

Appassionata IMDb



Año: 1974 (Italia)
Director: Gianluigi Calderone
Interpretes: Ornella Muti, Eleonora Giorgi, Gabriele Ferzetti, Valentina Cortese, Ninetto Davoli, Renata Zamengo.

Sinopsis: Un odontólogo está casado con una enferma a la que tiene que cuidar diariamente. Un día se presenta en su consulta una amiga intima de su hija seduciendo al medico y acaban haciendo el amor. Pero la sorpresa será mayor porque su hija esta enamorada de el y acabará acostándose con su padre con la ayuda de su amiga.

Comentario: Otro Film erótico de la fertil producción que hubo en la Italia de los 70 pero esta vez con un morbazo sublime a cargo de dos jovencisimas Ornella Muti y Eleonora Giorgi. Un escandalo en su época por la trama incestuosa y la corta edad de las dos musas, ahora es uno de los films mas apreciados por miles de fans de Ornella Muti. Ya no se hacen maravillas como esta y habrá que seguir rebuscando entre la infinita filmografia del país de la pasta para deleitarnos con perlas de este calibre. José Antonio Diego

Psychometro: •••••

Etiquetas:

3 Comentarios:

2.7.08 Anonymous RamboTan-go

Yo todavia la tengo pendiente de ver, amigo, haber si un dia de estos ;)
ñññ

 
2.7.08 Blogger darkerr

Que belleza resulta Ornella Mutti, por tv. estuvieron pasando algunas peliculas suyas, aunque dudo mucho que hayan puesto ésta. A la lista de pendientes.

 
7.9.08 Anonymous Anónimo

Appassionata (1974)
di Gian Luigi Calderone

Gian Luigi Calderone (Genova 1944) comincia come aiuto regista di Bernardo Bertolucci e Damiano Damiani, esordisce in proprio come documentarista, realizza molti lavori televisivi e infine gira un paio di pellicole cinematografiche di buon successo. La prima è Appassionata (1974) e la seconda Danza d’amore sotto gli olmi (1975), conosciuta pure come La prima volta sull’erba, con Monica Guerritore e Claudio Cassinelli. Parliamo di Appassionata, che al tempo produsse diverse trasmissioni televisive contro il cinema erotico e una ridicola crociata contro l’eccessiva esibizione di epidermide da parte delle nostre attrici. Ricordiamo ancora un’imbarazzata Eleonora Giorgi costretta a giustificare le pose senza veli con evidenti esigenze di trama, mentre un ridicolo giornalista mostrava scene avulse dal contesto cinematografico.
Appassionata non è un capolavoro ma resta un buon film, anche se il titolo spagnolo Perversa rende meglio il clima di morboso erotismo che si respira in questo scandaloso esordio di Gian Luigi Calderone.
La storia racconta i vizi di una famiglia borghese, un amore proibito tra padre e figlia, l’odio nei confronti della madre, la follia di una donna e un torbido rapporto tra un cinquantenne e una ragazzina. Ce n’era abbastanza per sconvolgere i solerti censori del tempo, sempre propensi a sforbiciare pellicole impegnate che affrontavano temi controcorrente. Calderone non è un regista eccellente, dilata i tempi dell’azione, gira a ritmi televisivi (e infatti farà molta fiction), eccede nei silenzi e nelle pause melodrammatiche, ma soprattutto non costruisce sempre una buona tensione erotica. Gli attori sono molto bravi. Valentina Cortese è una perfetta madre malata di nervi, distrutta dall’odio della figlia che non vorrebbe veder crescere e da un rapporto di amore - odio con il marito. La Cortese è impostata come attrice di teatro, recita sempre sopra le righe, declamando e esprimendo una mimica da tragedia dannunziana, ma in questo caso è adatta al ruolo. Gabriele Ferzetti è un ottimo padre sconvolto dalle grazie conturbanti della ragazzina (Eleonora Giorgi) che quasi lo violenta nel suo studio dentistico, dopo aver finto una reazione a un anestetico. Ornella Muti è la figlia innamorata del padre che mette in scena un torbido gioco per finire a letto con lui, ottima nel ruolo di lolita sedicenne, vestita con abiti scolastici e inserita in un contesto adolescenziale. Eleonora Giorgi è la stupenda perversa del titolo spagnolo, ragazzina morbosamente appassionata del padre dell’amica, che irretisce al punto di spingerlo nel letto della figlia. Ninetto Davoli fa una rapida apparizione come garzone e conferisce un tocco di romanità popolare a una pellicola ambientata in una famiglia borghese.
La storia presenta molti risvolti psicanalitici che si intrecciano tra loro. Abbiamo una famiglia borghese, una donna strappata alla carriera e alla sua vera passione, una figlia cresciuta tra l’odio materno e il morboso affetto del padre. In questo contesto si innesca la variabile impazzita della lolita perversa che frequenta la casa perché amica della figlia e con astuzia erotica scatena i sensi del padre.
Tra le sequenze migliori segnalo un sogno del padre che introduce una parte onirica morbosa e suggestiva con Eleonora Giorgi che si masturba, eccita un cane lupo e infine lo uccide. Il rapporto sessuale tra Ferzetti e la Giorgi, consumato in piedi nello studio dentistico, tra la furia erotica della sedicenne e l’eccitazione sconvolta dell’uomo maturo è molto credibile. La fotografia flou, i colori seppia molto tenui, merito di Armando Nannuzzi, conferiscono un alone romantico alla pellicola. La musica di Piero Piccioni sottolinea le parti drammatiche e i momenti morbosi con notevole cura. Il montaggio di Nino Baragli non è molto serrato, ma teniamo conto che siamo in pieno melodramma erotico, un genere dai tempi lenti, che al cinema non si fa più perché confluito nella fiction televisiva.

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

 

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